La discussione sulla sicurezza a Terlizzi è spesso centrale. Specie nelle ore serali molti cittadini segnalano di non sentirsi tranquilli in luoghi ben precisi. Ad esempio: il sottopasso, la stazione, alcuni punti della zona artigianale abitata, i parchi e alcune zone meno illuminate.
In queste aree, più che un problema di “ordine pubblico” in senso stretto, emerge un tema di sicurezza urbana: quella combinazione di decoro, prevenzione, vigilanza leggera e presenza sociale che incide direttamente sulla qualità della vita e sulla percezione di tranquillità nei quartieri.
Le richieste dei cittadini non sono semplici sfoghi: rappresentano segnali concreti che chiamano in causa la responsabilità degli enti locali. Il Comune, infatti, ha strumenti specifici per intervenire subito e altri da attivare in collaborazione con Prefettura e Stato, permettendo un progetto che unisce protezione, inclusione e riqualificazione degli spazi.
Sicurezza urbana: cosa significa per la legge
Nel Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), l’articolo 54 stabilisce che il sindaco, come ufficiale del Governo, deve vigilare su tutto ciò che riguarda ordine e sicurezza pubblica e può adottare, con atto motivato, provvedimenti anche urgenti e contingibili per prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana, informandone il Prefetto.
La sicurezza urbana viene intesa come quella parte della sicurezza pubblica che riguarda:
- la qualità della vita nei luoghi di tutti;
- la prevenzione di comportamenti illegali o molesti concentrati sul territorio comunale;
- il contrasto alle situazioni di degrado che alimentano paura e insicurezza diffusa.
A questa cornice si affianca la normativa nazionale successiva, in particolare il D.L. 20 febbraio 2017, n. 14 (convertito in legge n. 48/2017), che definisce la sicurezza urbana come bene pubblico riferito alla vivibilità e al decoro delle città, da tutelare anche attraverso interventi di riqualificazione degli spazi, prevenzione della criminalità diffusa ed esclusione sociale.
Accanto all’articolo 54, l’articolo 50 del TUEL ricorda che il sindaco è il principale responsabile dell’amministrazione del Comune e rappresentante della comunità locale, tenuto a usare gli strumenti che la legge gli mette a disposizione – ordinanze (nei soli casi di urgenza e pericoli specifici), regolamenti, patti con lo Stato, progetti sul territorio – per affrontare emergenze e problemi che riguardano la convivenza nei quartieri.
Mentre lo Stato mantiene la competenza sull’ordine pubblico in senso stretto, il sindaco ha quindi un ruolo di regia sulla sicurezza urbana, che riguarda sottopassi, zone industriali, parchi e spazi dove oggi i cittadini di Terlizzi segnalano di non sentirsi sicuri.
Un progetto possibile per i punti critici
Dentro questo quadro normativo, le richieste dei cittadini non sono semplici sfoghi, ma segnalazioni che chiamano in causa una responsabilità precisa del Comune.
Un possibile percorso è sperimentare un progetto mirato sui luoghi indicati (sottopasso, accessi alla zona industriale, parcheggi), che combini:
- Presidio leggero di vigilanza privata regolata
- Équipe di mediatori culturali e sociali
In questo schema:
- le guardie hanno compiti di tutela dei beni comunali, osservazione e segnalazione immediata alle forze dell’ordine e alla Polizia Locale, non di “ronde etniche”;
- i mediatori lavorano su dialogo, traduzione linguistica, spiegazione delle regole e gestione non violenta dei conflitti.
Un progetto del genere può essere inserito in un Patto per la sicurezza urbana firmato con la Prefettura, come già avviene in altre città italiane, e affiancato da interventi materiali sui luoghi (illuminazione, pulizia, arredo urbano, videosorveglianza nel rispetto delle regole).
In questo modo si risponde a chi chiede “più vigilanza la notte”, dando una risposta che non è solo repressiva, ma tiene insieme protezione, inclusione e riqualificazione degli spazi.
Come si può partire subito: il modello in due fasi
Fase immediata: fondi comunali
Il Comune può destinare risorse ordinarie per interventi rapidi, sfruttando il ruolo del sindaco e gli strumenti ordinari di programmazione e bilancio (delibere di Giunta, determinazioni dirigenziali) e, solo in presenza di urgenza e pericolo grave e attuale, anche le ordinanze contingibili e urgenti previste dall’articolo 54 del TUEL.
Azioni possibili:
- Illuminazione aggiuntiva nei punti critici (sottopassi, parcheggi, zone industriali)
- Pulizia e decoro urbano
- Presidio leggero di vigilanza privata regolata
- Coinvolgimento di mediatori culturali/sociali per dialogo e prevenzione
Queste misure possono partire entro settimane, senza attendere bandi o fondi straordinari, tramite affidamenti nel rispetto del Codice degli appalti e con coordinamento con Prefettura e forze dell’ordine.
Fase successiva: fondi nazionali o straordinari
Parallelamente il Comune può preparare un progetto strutturato per richiedere fondi della Prefettura o del Ministero dell’Interno, tramite:
- Patto per la sicurezza urbana
- Bandi nazionali per videosorveglianza, riqualificazione urbana e sicurezza dei cittadini
- Cofinanziamenti regionali o europei
Quando il progetto viene approvato, i fondi nazionali possono sostituire o integrare quelli comunali, ampliando l’intervento (più zone, più mediatori, videosorveglianza, formazione del personale, ecc.).
Quanto costerebbe un progetto serio per tutte le aree critiche di Terlizzi (3 mesi)
Per coprire sottopasso, parcheggi, zona industriale, parchi e altre aree sensibili con un presidio credibile, la configurazione minima realistica è:
- 4 guardie
- 4 mediatori (schema “1+1”: ogni guardia affiancata da un mediatore)
- Interventi materiali
- Coordinamento e logistica
Stima dei costi:
- Vigilanza privata
4 guardie × 25 €/h × 6 ore × 90 giorni = 54.000 € - Mediazione culturale/sociale
4 mediatori × 4.500 € = 18.000 € - Interventi materiali
Illuminazione, pulizia, manutenzioni: 10.000–12.000 € - Coordinamento, assicurazioni, mezzi
4.500–5.000 €
➡️ Totale stimato (3 mesi): 88.000 – 90.000 €
Un investimento significativo ma realistico e comparabile ai progetti già finanziati in molti Comuni italiani tramite Prefetture e Ministero dell’Interno.
Conclusione
Affrontare la sicurezza urbana significa assumersi una responsabilità precisa e usare gli strumenti che la legge mette a disposizione del Comune.
Un progetto articolato, che unisce vigilanza leggera, mediazione culturale e riqualificazione degli spazi, è coerente con il ruolo attribuito al sindaco dagli articoli 50 e 54 del TUEL e con l’evoluzione della normativa nazionale in materia di sicurezza urbana.
Si può partire subito con risorse comunali, per poi estendere il progetto attraverso fondi nazionali e patti istituzionali, mantenendo sempre il coordinamento con Prefettura e forze dell’ordine.
Non si tratta solo di “più controllo”, ma di un modello integrato che migliora la convivenza, riduce la paura e restituisce qualità alla vita nei luoghi di tutti.
