Un bene comune al bivio tra speculazione e identità
CAPITOLO 1: L’ORIGINE DELLA CONTROVERSIA
Tutto ha inizio con una variante urbanistica del 2011, approvata dall’all’amministrazione Gemmato, che cambia la destinazione di un’area storica del Mercato Ortofrutticolo da F4 (aree mercatali) a B1 (residenziale). Questa scelta, apparentemente tecnica, apre legalmente la strada all’inserimento del lotto nel Piano delle Alienazioni comunale.
Nell’estate del 2025, l’attuale amministrazione rende operativa quella scelta: pubblica un avviso di asta pubblica per la vendita di circa 2.013 mq di terreno tra via Rimini, via Ravenna e via Carelli. La base d’asta è fissata a 1,8 milioni di euro, con vendita prevista per il 24 settembre.
CAPITOLO 2: LO SCONTRO POLITICO E CIVICO
La reazione non si fa attendere.
Il Front del No: Comitati e Opposizione
- Il Comitato “Liberi Agricoltori”, guidato dall’ex consigliere Francesco Malerba, si mobilita, denunciando la scelta come “miope e svendita del patrimonio pubblico”. La loro argomentazione è chiara: il Piano delle Alienazioni indica una possibilità, non un obbligo. Sostengono che la variante del 2011, se non più rispondente all’interesse collettivo, può e deve essere rivista.
- L’UDC locale raccoglie le istanze e lancia una petizione popolare “Salviamo il mercato ortofrutticolo”.
- Le critiche si allargano alla gestione opaca di altri beni comunali, come il terreno di Contrada Traccia Cardellina (1,33 Ha), dato in comodato d’uso nel 2017 senza bando pubblico e poi radicalmente trasformato, sollevando interrogativi su trasparenza e pari opportunità per i giovani agricoltori.
Il Front del Sì: Amministrazione e Maggioranza
- Il Partito Democratico (PD) di Terlizzi, a sostegno dell’amministrazione, respinge le accuse. La sua posizione è tecnica: si sta attuando una scelta urbanistica precedente. Sottolineano che l’area in vendita è “inservibile” per scopi agricoli perché distante dal cuore operativo del mercato.
- La strategia comunicativa del PD si concentra sull’attacco personale ai membri del Comitato, definiti “imbonitori”, “cialtroni” e strumentalizzatori legati alla Lega, negandone la rappresentatività e screditandone le motivazioni.
Lo scontro raggiunge picchi di tensione quando l’Assessore all’Agricoltura De Palma si presenta non invitato a un’assemblea del Comitato, che nel frattempo aveva annullato l’incontro per sostenere la petizione UDC. L’episodio diventa il simbolo di un dialogo impossibile.
CAPITOLO 3: L’ANALISI – OLTRE LA POLEMICA
La verità sta nei fatti, al di là della retorica:
- Il PD ha ragione sul piano formale: La vendita è legale, frutto di una scelta urbanistica consolidata.
- Il Comitato ha ragione sul piano sostanziale: La volontà politica può modificare le scelte passate. Alienare un bene del genere per un guadagno una tantum è un fallimento di visione.
- Il Cuore del Problema: La mancanza di un dibattito pubblico e trasparente su quale sia il miglior uso possibile di quel bene per la comunità. La politica si è rinchiusa in uno scontro sterile, evitando di confrontarsi sul merito delle alternative.
CAPITOLO 4: LA PROPOSTA – DA PROBLEMA A OPPORTUNITÀ: IL POLO INTEGRATO
Dalla crisi nasce una proposta concreta. L’idea è di spostare l’asse dalla vendita alla valorizzazione, passando dall’area contesa ad un’altra zona (l’ex area Fantini-Scianatico ) in un Polo Integrato dell’Agroalimentare e dell’Artigianato.
Questo progetto non è un’utopia, ma una risposta pragmatica e finanziabile che assorbe e supera la questione del mercato ortofrutticolo, offrendo una soluzione di sistema.


Il Concept :
Il polo diventa un ecosistema dove ogni attività sostiene l’altra, creando un circuito virtuoso di economia circolare locale.
- 🌱 Parco Botanico e Orto Didattico: Non un semplice parco, ma il “polmone verde” e il biglietto da visita. Valorizza il vicino Mercato dei Fiori e attira scuole e turismo.
- 🥕 Mercato Ortofrutta Moderno e Ristorazione Km0: Il cuore commerciale. Un mercato coperto, digitale e funzionale per i produttori locali, affiancato da punti ristoro che utilizzano i loro prodotti.
- 🍖 Hub delle Carni e Gastronomia: Un laboratorio artigianale condiviso per macellerie e norcini, dove condividere costose attrezzature e valorizzare la tradizione delle “bracerie” terlizzesi.
- 🎨 Laboratori di Ceramica e Artigianato: Ricollega il progetto alla storica vocazione artistica della città, offrendo spazi per artisti e creando un’offerta culturale unica.
- 🫒 Area Olivicola e Degustazione Olio: Completa il panorama agroalimentare, valorizzando l’olio DOP locale.
- 🚶 Percorsi Pedonali e Ciclabili: Collegano il polo alla città, promuovendo una mobilità sostenibile.
CAPITOLO 5: LA FATIBILITÀ – COME REALIZZARLO SENZA COSTI PER IL COMUNE
La forza di questa proposta sta nella sua concretezza economica. Il Comune non deve investire milioni ma fare da regista:
- Finanziamento: Il progetto è candidabile a fondi PNRR (Missione “Agricoltura Sostenibile” e “Turismo”), PSR Puglia (per l’innovazione delle filiere) e bandi regionali (MINIPIA).
- Gestione: Il Comune bandisce una concessione di valorizzazione a una ATI (Associazione Temporanea d’Imprese) che riunisca cooperative agricole, consorzi di artigiani, ristoratori.
- Realizzazione: La ATI vincitrice utilizzerà i fondi vinti per realizzare l’opera. In cambio, otterrà la gestione dell’area per un periodo lungo enough per ammortare l’investimento.
- Autosostenibilità: I costi gestionali saranno coperti dagli affitti dei box market, dei laboratori e delle attività commerciali.
CONCLUSIONE: UN FUTURO DA COSTRUIRE INSIEME
La battaglia per il mercato ortofrutticolo ha lacerato la comunità ma ha avuto un merito: accendere i riflettori sul futuro di Terlizzi.
La palla passa ora alla politica e alla società civile: abbandonare le trincee dello scontro sterile e sedersi a un tavolo condiviso per scrivere insieme il prossimo capitolo della storia di Terlizzi, che può essere quello di un modello di rinascita per le piccole città agricole.
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